Il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale

 

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Dal 16 Gennaio 2009 è in vigore in Italia la 47ª edizione del “Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale”. Il codice è oggi alla sua 47^ edizione e diverse e importanti sono state le novità introdotte con esso. Innanzitutto per quanto concerne le finalità e le norme generali. Nello specifico dalla lettura si evince come tale codice di autodisciplina non regoli solo piu’ l’ADV classico ma anche tutte le forme di comunicazione attraverso le quali le imprese promuovono i propri prodotti. In tal senso si leggano altresì le promozioni, i concorsi il direct marketing e l’utilizzo dei new media. Tale codice ha lo scopo di assicurare che la comunicazione (intesa ora nel senso piu0 ampio del termine) venga realizzata come servizio per il pubblico con speciale riguardo alla sua influenza sul consumatore.

Chi vincola il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale ?

è vincolante per utenti, agenzie, consulenti di pubblicità e di marketing, gestori di veicoli pubblicitari di ogni tipo e per tutti coloro che lo abbiano accettato direttamente o tramite la propria associazione, ovvero mediante la sottoscrizione di un contratto di cui al punto d), finalizzato all’effettuazione di una comunicazione commerciale.

Nello specifico il nuovo codice richiede che la comunicazione sia “onesta, veritiera e corretta” pertanto sono condannate tutte le forme di comunicazione commerciale “ingannevole” considerandosi tale ogni dichiarazione o rappresentazione che sia in grado da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l’identità delle persone rappresentate, i premi o riconoscimenti.

Nel valutare l’“ingannevolezza” della comunicazione commerciale si assume come parametro il consumatore medio del gruppo di riferimento.

Il nuovo codice inoltre amplia notevolmente il la tutela della creatività infatti l’art. 13 sancisce che “deve essere evitata qualsiasi imitazione pubblicitaria servile, anche se relativa a prodotti non concorrenti specie se idonea a creare confusione con l’altrui comunicazione commerciale”.

Infine cura particolare è stata data alla comunicazione ed a quei messaggi che sono diretti a bambini ed adolescenti si legga in tal senso l’art 11 dove si dice che i messaggi rivolti a questi soggetti “non devono contenere nulla che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente e non devono inoltre abusare della loro naturale credulità o mancanza di esperienza, o del loro senso di lealtà.

In particolare questa comunicazione commerciale non deve indurre a:

·   violare norme di comportamento sociale generalmente accettate;

·   compiere azioni o esporsi a situazioni pericolose;

·   ritenere che il mancato possesso del prodotto oggetto della comunicazione significhi inferiorità, oppure mancato assolvimento dei loro compiti da parte dei genitori;

·   sminuire il ruolo dei genitori e di altri educatori nel fornire valide indicazioni dietetiche;

·   adottare l’abitudine a comportamenti alimentari non equilibrati, o trascurare l’esigenza di seguire uno stile di vita sano;

·   sollecitare altre persone all’acquisto del prodotto oggetto della comunicazione. L’ impiego di bambini e adolescenti nella comunicazione deve evitare ogni abuso dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani. Sarà il Giurì dell’autodisciplina a far valere le norme contenute nel codice ed eventualmente ricercare l’applicazione delle sanzioni previste per i casi di violazione la prinicipale delle quali è l’Inibizione. Se una comunicazione commerciale è considerata non conforme alle regole del codice scatta il divieto di diffonderla. Ci penserà poi lo Stato attraverso i suoi organi di controllo ad applicare le ulteriori sanzioni applicabili da caso a caso.

Tale codice può essere letto nel suo testo integrale e scaricato da qui \”Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale\”, mentre il testo può essere inquadrato nella piu’ ampia normativa Italiana sulle norme di riferimento nella comunicazione commerciale che possono sostanzialmente essere ricondotte a:

1.Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale;

2.D.legisl. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo;

3.D.legisl. 2 Agosto 2007, n. 147, Attuazione dell’ art. 14 della direttiva 2005/29/Ce;

4.D.legisl. 2 Agosto 2007, n. 146, Attuazione della direttiva 2005/29/Ce relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato intero.

 

 

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