Eurojackpot : avete visto la pubblicità?

Avete visto la pubblicità dell’Eurojackpot on air in TV in questi giorni? sapete di cosa parlo? cosa ne pensate voi, addetti ai lavori e non ?

In un momento storico nel quale l’Europa ed i singoli paesi aderenti all’ormai lontano Trattato di Maastricht si affrontano l’un l’altro a muso duro per importanti questioni economiche e le banche centrali stanno ormai studiando il modo migliore per non scivolare in un profondo abisso portantosi tristemente dietro l’intera popolazione europea e, in un contesto normativo importante in tema di giochi e concorsi quale quello Italiano dove SI SANCISCE CON GRANDE ENERGIA IL C.D. “PRINCIPIO DELLA TERRITORIALITA'”, questi Signori …cosa fanno ??? ci propongono di partecipare ad un gioco nel quale “l’Italia sfida l’Europa ogni venerdì sera “…di seguito il link ufficiale Sisal – Eurojackpot

I paesi aderenti sono molti e quindi immagino anche i partecipanti…l’unica cosa che trovo difficile da capire è perchè ?, diversamente dall’Eurojackpot un normalissimo concorso, che non richiede ai suoi partecipanti di versare denaro, ma che semplicemente premia a fronte magari di un acquisto, ,e che operi in tutta Europa nello stesso momento, possa essere considerato dalle Autorità competenti al controllo NON CONFORME ALL’ATTUALE NORMATIVA IN MATERIA (Dpr 430/2011 e successivi adeguamenti), mentre, una lotteria o meglio un “jackpot”, possa felicemente essere ritenuto lecito e anzi promozionabile con grande assegnazione di budget e visibilità su tutte le TV e media nazionali….

La questione a mio avviso meriterebbe una raccolta firma da sottoporre al Parlamento Europeo affinchè si risevgli nel Legislatore transnazionale l’interesse che meritano concorsi ed operazioni a premio anche in forza dell’importante gettito fiscale che questi apportano e che vada in direzione di un importante adeguamento delle norme anche alle nuove tecnologie. (oggi in realtà per partecipare ad un concorso basta essere connessi ad internet…e molti contest, senza parlare dei “giveaway”, sfruttano già software di estrazione o di partecipazione piu’ o meno complicati);
se la normativa si adeguasse all’andamento naturale degli eventi tutti i cittadini europei potrebbero partecipare in maniera lecita e contestualmente il promotore potrebbe indire un concorso UNICO in maniera altrettanto lecita!.. Strano che nessuno ad oggi si sia fatto carico di regolare la questione, eppure gli introiti derivanti dalla tassazione dei contest potrebbero comunque essere incamerati, ad esempio da quello Stato sul cui Territorio il promotore ha provveduto a “depositare” il regolamento del concorso o dell’operazione a premio…

potrebbe essere questa una soluzione??? cosa ne pensate? qualcuno conosce il modo corretto per ottenere l’interessamento del Legislatore in direzione di un adeguamento? Vogliamo dare evidenza alle differenze e proporre delle alternative ? Che fine ha fatto il Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sulle iniziative promozionali del mercato interno e che modifica la direttiva 98/27/CE? qualcuno ne sa qualche cosa….

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3 Risposte

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  2. Ciao Alfonso, la questione è alquanto controversa e non di facile comprensione. Innanzi tutto, sappiamo che non esiste ad oggi una normativa comune europea in materia di manifestazioni a premio ed in Italia come appunto ricordi vige il principio di territorialità che prevede che i regolamenti vadano redatti nello specifico Paese in cui si decide di organizzare la campagna promozionale.
    Una questione che mi sento di sottoporti è la differenza tra una lotteria (che richiede licenza, quindi l’autorizzazione di un organo sempre statale) e un concorso/operazione a premi, che non in tutti i Paesi europei vede la necessità di depositare un regolamento presso un ente pubblico, poiché vigono ad esempio sistemi di self-regulation (UK) oppure misti (Germania).
    A mio parere e dagli studi che ha effettuato il ns Osservatorio interno ad Advice Group, proprio con il fine di accompagnare le aziende italiane nei processi di internazionalizzazione delle promo e di consumer activation, bypassando le consociate spesso fonte di problematiche sul territorio, per ogni Paese in cui si intende svolgere la campagna sono necessari studi di fattibilità operativa (ad es. in Svezia i concorsi ad estrazione come organizzati in Italia sono illegali perché considerati lotterie) nonché abitudini di ingaggio del consumatore, che per ragioni storiche e culturali variano da realtà a realtà. Solo successivamente, a tavolino con l’azienda, possiamo decidere quale tipo di attività è possibile / preferibile implementare.

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    • ciao Ambra e grazie mille per le belle considerazioni in merito. Continuo però a sostenere che una normativa unitaria in Europa sarebbe un bel passo in avanti proprio per non “risultare” illegali in Svezia e nel rispetto del Dpr. e della Legge in Italia…capisci meglio di me che le multinazionali meno problemi hanno in materia e meglio riescono ad operare…speriamo in un prossimo intervento dopo che ovviamente si saranno decisi a salvare l’Euro!

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